Testimonianza di un ascoltatore che non volevano farlo entrare in tribunale

Testimonianza di un ascoltatore che non volevano farlo entrare in tribunale

Testimonianza di un ascoltatore che non volevano farlo entrare in tribunale E’ andata in onda giorni fa la telefonata di una persona, Gino Sannino, che denuncia un modus operandi del tribunale di Firenze: non lo facevano entrare ed accedere all’ingresso dello stesso senza una precisa motivazione e lasciandolo fuori, senza possibilità di accesso. La stessa cosa successa per l’appunto a Gheri ultimamente come denunciato qua.  Potete riascoltarla in video oppure in diretta radio in questi giorni ogni ora. Vedremo a tempi brevi gli sviluppi della vicenda, sarete sicuramente informati. Il sig. Gino Sannino purtroppo sa bene come funzionano queste cose perchè ha passato personalmente brutti momenti.  In un articolo di Repubblica del 2004 si legge: Quindici anni di battaglie per avere giustizia. Ma il bilancio è amarissimo. Mentre si trascina dal 1993 una causa con la quale una famiglia di Vicchio sta cercando disperatamente di dimostrare di essere stata truffata, …

La banda dei giudici corrotti: l'inchiesta che sta sconvolgendo la magistratura

La banda dei giudici corrotti: l’inchiesta che sta sconvolgendo la magistratura

La banda dei giudici corrotti: l’inchiesta che sta sconvolgendo la magistratura Sentenze vendute, elezioni annullate, depistaggi. C’è una vera e propria rete di toghe sporche al lavoro da Milano alla Sicilia Giustizia corrotta, ai massimi livelli. Con una rete occulta che corrode il potere giudiziario dall’interno, arrivando a minare i pilastri della nostra democrazia. Un’inchiesta delicatissima, coordinata dalle Procure di Roma, Messina e Milano, continua a provocare arresti, da più di un anno, tra magistrati di alto rango. Non si tratta di casi isolati, con la singola toga sporca che svende una sentenza. L’accusa, riconfermata nelle diverse retate di questi mesi, è molto più grave: si indaga su un sistema di contropotere giudiziario, con tutti i crismi dell’associazione per delinquere, che si è organizzato da anni per avvicinare, condizionare e tentare di corrompere un numero indeterminato di magistrati. Qualsiasi giudice, di qualunque grado. Al centro dello scandalo ci sono i massimi organi …

Imprenditore ferì gravemente un ladro romeno, risarcimento da 700mila euro

Imprenditore ferì gravemente un ladro romeno, risarcimento da 700mila euro

Imprenditore ferì gravemente un ladro romeno, risarcimento da 700mila euro L’abbraccio a Peveri dei Sindaci di 5 comuni della Valtidone durante l’incontro in Municipio a Castel San Giovanni. I primi cittadini hanno incontrato il 18 febbraio l’imprenditore condannato  a 4 anni e 6 mesi di reclusione per tentato omicidio. Peveri, che tra oggi e domani incomincerà a scontare la sua pena in carcere, sarà costretto anche a risarcire uno dei tre ladri coinvolti nel furto. Presto infatti si aprirà il percorso civilistico dove è stata già pre annunciata una richiesta di 700mila euro. La vicenda risale al 5 ottobre 2011. In quella occasione l’imprenditore piacentino esasperato dai numerosi furti subiti in cantiere ferì gravemente un ladro romeno intento a rubare del gasolio alla Mottaziana di Borgonovo. La Suprema Corte nei giorni scorsi ha confermato la condanna di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Nonostante il Procuratore Generale della Cassazione avesse chiesto …

Fallisce per colpa dello Stato. E la sua casa venduta a un cinese

Fallisce per colpa dello Stato. E la sua casa venduta a un cinese

Fallisce per colpa dello Stato. E la sua casa venduta a un cinese La villa di Sergio Bramini all’asta dopo il fallimento per colpa dei crediti verso la Pa. L’asta se la aggiudica un imprenditore cinese. Che però è pronto a farsi da parte. Uno smacco. L’ennesimo. Sergio Bramini, imprenditore diventato il simbolo della lotta di chi lavora e produce contro la crisi e i ritardi nei pagamenti dello Stato, ha perso la sua villa. La casa era finita all’asta dopo la decisione del Tribunale fallimentare e nei giorni scorsi è stata venduta. A chi? A un acquirente cinese, F.Z., titolare di una catena di centri commerciali di Cassano D’Adda. Che con poco più di 500mila euro si è assicurato Villa Bramini. Il prezzo iniziale era di 667mila euro, ma poi l’asta è andata deserta più volte e così il prezzo è sceso. Si tratta di una tenuta di lusso, con 30 …

La nigeriana non paga l'affitto e giudici le danno pure ragione

Intascava soldi dall’imputato La Consulta boccia il Csm: Quel giudice è da cacciare

Intascava soldi dall’imputato La Consulta boccia il Csm: Quel giudice è da cacciare Va a sbattere contro la Corte Costituzionale uno dei tentativi più arditi del Consiglio superiore della magistratura di salvare la poltrona a una toga scoperta a prendere soldi. Che nel giudicare le colpe dei giudici al Csm siano inclini al garantismo è cosa risaputa: di magistrati assolti, o puniti blandamente, nonostante prove granitiche sono piene le cronache di questi anni. Ma nel caso di Luisanna Figliola, giudice preliminare a Roma e oggi pm a Napoli, sembrava che non ci fosse scampo: la legge prevedeva per lei come unica sanzione possibile la destituzione, ovvero il licenziamento. Il Csm ha ritenuto che l’obbligo di sfilare la toga alla collega violasse addirittura la Costituzione, e si è rivolto alla Corte Costituzionale perché cancellasse la norma. Ricevendone in risposta una brusca bocciatura. Se un magistrato si fa pagare da un imputato, …

La toga ha archiviato Renzi. E Nardella assume la figlia

La toga ha archiviato Renzi. E Nardella assume la figlia

La toga ha archiviato Renzi. E Nardella assume la figlia Ascolta la puntata dal Podcast iTunes di Gheri Guido: Tu chiamale, se vuoi, coincidenze. Oppure semplicemente riconoscenza. Fatto che sta il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha assunto per chiamata diretta Celeste Oranges, figlia di Acheropita Mondera Oranges. E chi sarebbe? Come scrive Il Fatto quotidiano, trattasi di un pubblico ministero che oggi guida la procura della Corte dei Conti della Toscana e che in passato ha più volte archiviato Matteo Renzi quando era presidente della Provincia. Nel 2014, infatti, formulò la richiesta d’archiviazione spiegando che “il danno erariale era da attribuire agli amministratori e non ai vertici politici, eppure fu Renzi a nominare ben quattro dirigenti per sostituirne uno, portando i costi da 3,5 milioni di euro del 2006 a 4,2 milioni”, come scrive Davide Vecchi sul Fatto quotidiano. Per Nardella trattasi solo di coincidenze e anzi rivendica la nomina spiegando che la Oranges ha …